ARTIMINO CONTEMPORANEA by Florence Biennale | LOCATION
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Villa Medicea La Ferdinanda – Tenuta di Artimino

La splendida Villa Medicea “La Ferdinanda” è Patrimonio Unesco dal 2013, conosciuta anche come “Villa dei Cento Camini” per i numerosi comignoli che la contraddistinguono, imponente, elegante e sontuosa, è la location ideale per ospitare eventi di ogni tipo da quelli privati, business, cene di gala e matrimoni. Grazie alla sua posizione circondata dalla campagna, ma a pochi chilometri da Firenze, la Villa è un punto di riferimento sia per chi vuole organizzare incontri e mostre in un contesto unico al mondo, sia per chi è in cerca di tipici panorami toscani mozzafiato.

E’ possibile organizzare delle visite private per gruppi con una guida specializzata, in base alle disponibilità della struttura, per informazioni: info@artimino.com – 055875141.

Storia

Aperta sui colli e sui vigneti del Montalbano, in posizione dominante sul poggio che già aveva ospitato un’area sacra al tempo degli etruschi, Villa Medicea “La Ferdinanda” fu costruita nel 1596 per volere del Granduca Ferdinando I de ‘Medici, su disegno di Bernando Buontalenti. “Sono stato hoggi à Artimino et credami Vostra Altezza che vi ho trovato un Primavera”, scriveva il Granduca alla moglie Cristina di Lorena il 19 gennaio 1596. La villa, nata come residenza di caccia, venne ultimata in soli quattro anni e rappresentava una sorta di anello di congiunzione fra le diverse proprietà fondiarie della famiglia, un luogo dedicato all’otium umanistico delle arti e della poesia. Ferdinando I de’ Medici, in seguito alla morte di Francesco, rinunciò al cardinalato e cercò di portare avanti la politica del fratello: si racconta che fosse affabile e premuroso, propenso a favorire settori quali l’agricoltura, l’arte e il commercio.  A lui si devono grandi opere oltre che la commissione della Villa dei Cento Camini, così chiamata per i numerosi camini che sporgono dalla sommità dell’edificio e che la rendono unica. Non solo un vezzo artistico del Buontalenti per movimentare un po’ l’architettura austera dell’edificio, i camini avevano anche una loro ragione d’esistere: riscaldare. Ferdinando I, infatti, come tutti i Medici soffriva di gotta e quindi aveva bisogno di molto calore.

*Fin da subito la Villa non aveva giardino ma era lo stesso Barco Reale il parco della Villa, ovvero l’ampia bandita di caccia appartenente alla famiglia Medici, che nel 1626 venne chiusa e cinta da un muro lungo 32 miglia di cui ancora oggi sono visibili alcuni resti e una porta. Singolare è l’aspetto architettonico dell’edificio, con una componente militare che dona austerità e maestosità, alleggerita da elementi più eleganti come la sinuosa scalinata d’ingresso in pietra serena. Nei secoli fra le mura de “La Ferdinanda” sono passati nomi illustri. Ad esempio nel 1608 Galileo Galilei venne invitato da Ferdinando I per istruire “nelle matematiche” il figlio Cosimo. All’interno della Villa, nelle cucine delle Cantine Granducali, è esposto un antico girarrosto costruito su disegno di Leonardo Da Vinci, che era solito frequentare queste zone nella sua giovinezza quando si recava in visita a Bacchereto alla fornace che era di sua nonna Lucia Zosi. Egli stesso studiò e disegnò il territorio di Carmignano, dal crinale del Montalbano a Bacchereto e Artimino. Nelle sale della Villa, nella loggia e nella deliziosa cappella sono ben conservati gli affreschi coevi alla struttura, realizzati da Domenico Cresti detto il Passignano e da Bernardino Poccetti.

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