ARTIMINO CONTEMPORANEA by Florence Biennale | LOCATION
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Villa La Ferdinanda – Tenuta di Artimino

La splendida Villa medicea “La Ferdinanda” conosciuta anche come “villa dei cento camini” per i numerosi comignoli che la contraddistinguono, imponente, elegante e sontuosa, è la location ideale per ospitare eventi privati, business meeting, cene di gala e matrimoni. Grazie alla sua posizione circondata dalla campagna, ma a pochi chilometri da Firenze e Pisa, la Villa è un punto di riferimento strategico sia per chi è in cerca di tipici panorami toscani, sia per chi vuole organizzare incontri di lavoro in un contesto unico al mondo.

Diventata nel 2013 Patrimonio Mondiale dell’Unesco la villa è visitabile gratuitamente su prenotazione.

Storia

Il Borgo di Artimino situato sulle vicine colline di Firenze, fu costruito nell’antica era etrusca.
Tutt’oggi mantiene quasi intatto il suo impianto medievale formato da mura perimetrali e l’antico orologio torre del paese.

Nell’epoca rinascimentale il borgo divenne proprietà medicea insieme alla tenuta e all’annessa riserva di caccia. La storia di Villa ‘La Ferdinanda’ inizia nel 1596 quando il famoso architetto Bernardo Buontalenti ne avvia la costruzione su incarico di Ferdinando I de’ Medici, granduca di Toscana. La villa, nata come residenza di caccia, venne ultimata in pochissimo tempo e la corte granducale con la consorte del Granduca, Cristina di Lorena, si insediarono in questa tenuta amena. I Granduchi abitavano ad Artimino anche durante il periodo estivo, troppo afoso da trascorrere a Firenze.

Nel 1626 la villa medicea venne circondata dal muro del Barco Reale lungo 30 miglia, realizzato per proteggere la grande proprietà e la riserva di caccia. Tutt’oggi nella tenuta di Artimino è possibile vedere una Porta del Barco, reperto archeologico di grande valore da cui prende il nome uno dei vini dell’azienda: il Barco Reale Doc.

Caratteristica della villa i numerosi comignoli che svettano sul tetto e la rendono visibile da ogni dove, da qui il nome di ‘villa dei 100 camini’. Non solo un vezzo artistico del Buontalenti per movimentare un po’ l’architettura austera della villa, i camini avevano anche una loro ragione d’esistere: riscaldare. Ferdinando I come tutti i Medici soffriva di gotta e quindi aveva bisogno di molto calore. Estetica e funzionalità insieme a testimonianza di una grande opera, l’ultima del famoso architetto toscano.

Non possono mancare grandi nomi nella sua storia.
Nel 1608 Galileo Galilei venne invitato da Ferdinando I per istruire “nelle matematiche” il figlio Cosimo. Al piano terra si trova l’antica cucina col celebre girarrosto disegnato da Leonardo da Vinci.

Si trova solo a Villa La Ferdinanda il Boudoir di Cristina di Lorena, un unicum, un angolo d’arte affrescato dal Passignano e rimasto intatto per 600 anni. Gli affreschi interni dei saloni del piano Nobile sono opera di Domenico Passignano e Bernardino Poccetti; la villa ospitò celebri opere di Pontormo, Bronzino e addirittura Tiziano e Caravaggio. Degne di nota la serie ‘bellezze di Artimino ‘ e le 17 lunette dipinte per Artimino da Giusto Utens raffiguranti le proprietà medicee.

www.artimino.com